Ricaduta sul Territorio Regionale

Il progetto coinvolge diversi settori del comparto agroalimentare della Sicilia, soprattutto quello oleicolo e della produzione delle olive da tavola, insieme a quello della filiera della produzione di mangimi e zootecnico. Dato che la Sicilia è la terza regione italiana per superficie olivicola e per produzione di olio di oliva, dopo la Puglia e la Calabria, ed è la prima regione per la produzione di olive da tavola, l’importanza del settore olivicolo nel territorio è notevole, con quasi 200 mila aziende e circa 700 frantoi (ISTAT 2000) e con una produzione caratterizzata dalla qualità e dalla varietà, derivanti da una molteplicità di microclimi che incidono sulla performance qualitativa degli uliveti e della variabilità genetica del patrimonio olivicolo autoctono della Sicilia.

La qualità dell’olio siciliano è eccellente e, nella quasi totalità, è extravergine. Inoltre, si tratta di un olio particolarmente ricco in polifenoli, il cui contenuto è mediamente doppio rispetto agli extravergine di altre regioni italiane, caratteristica che lo rende particolarmente pregiato sia sotto il profilo nutrizionale e salutistico (ricchezza di antiossidanti naturali) sia dal punto di vista commerciale, grazie alla lunga durata di conservazione delle aratteristiche sensoriali. Pur in presenza di una evoluzione positiva della domanda nazionale e internazionale di olio di oliva e di tutti i requisiti che portano ad avere una produzione di eccellente qualità, le imprese siciliane rischiano di non sfruttare le prospettive che il mercato presenta a causa di una serie di ritardi di carattere strutturale, organizzativo ed istituzionale, che frenano uno sviluppo equilibrato della filiera.

Per quanto riguarda la produzione zootecnica, sebbene la Sicilia sia nel suo complesso deficitaria nella produzione alimentare di carne, di latte e dei derivati, e pertanto strettamente dipendente dalle produzioni continentali ed europee, il comparto zootecnico siciliano, negli ultimi anni, ha segnato una continua diminuzione delle produzioni, sia in valori che in volumi; ciò in conseguenza di una grave e persistente crisi di redditività per le imprese ulteriormente aggravata dalle emergenze sanitarie che hanno investito in ondate successive l’isola. L’applicazione e la diffusione dei risultati del progetto è finalizzata ad innescare sinergie tra settori dell’agroalimentare siciliano anche non strettamente connessi tra loro (quale l’oleicolo con lo zootecnico). Si intende realizzare la diffusione sul territorio di conoscenze relative all’applicazione di innovazioni di prodotto e di processo che abbiano ricadute positive per il rendimento economico e la multifunzionalità delle imprese interessate, tramite la riduzione dei costi delle attività (attraverso il riutilizzo e la valorizzazione dei sottoprodotti della filiera olearia) e l’ottenimento di prodotti di riconosciuto valore storico conomico e sociale maggiormente garantiti sotto l’aspetto della elevata qualità e sicurezza alimentare.